L’Agenzia delle Entrate può disporre la cessazione d’ufficio della Partita IVA qualora, a seguito dell’invio tramite PEC di una richiesta di documentazione o chiarimenti, il contribuente non fornisca riscontro entro il termine indicato.
Per questo motivo è fondamentale monitorare con regolarità la propria casella di Posta Elettronica Certificata. Una comunicazione correttamente recapitata tramite PEC, infatti, può produrre effetti anche nel caso in cui il destinatario non provveda materialmente ad aprirla o leggerla.
Cosa verificare
Si raccomanda a imprese e professionisti di controllare periodicamente che la propria PEC:
- sia attiva e correttamente funzionante;
- disponga di spazio sufficiente per la ricezione di nuovi messaggi;
- sia correttamente comunicata e aggiornata presso la Camera di Commercio;
- venga consultata con regolarità.
La mancata presa visione di una comunicazione non esclude quindi le possibili conseguenze derivanti dal mancato adempimento o dal mancato riscontro nei termini previsti.
Le conseguenze della cessazione d’ufficio
In caso di cessazione d’ufficio della Partita IVA, l’eventuale successiva attribuzione di una nuova posizione può essere subordinata a specifici controlli e adempimenti previsti dalla normativa vigente.
In determinate circostanze, può inoltre essere richiesta la presentazione di una garanzia fideiussoria, con importi e durata stabiliti dalla normativa applicabile.
L’importanza di un controllo costante
Alla luce delle possibili conseguenze, è opportuno considerare il monitoraggio della PEC come un’attività essenziale nella gestione amministrativa e fiscale dell’impresa o dell’attività professionale.
Si invita pertanto a verificare con regolarità la propria casella PEC e a prestare particolare attenzione alle comunicazioni provenienti dall’Agenzia delle Entrate e dagli altri enti pubblici.
Rimaniamo a disposizione per eventuali chiarimenti.